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Cagliari, 23/07/2009 - Quella di ieri è stata una giornata di paura in Sardegna, dove gli incendi, divampati da nord a sud per tutta la regione, hanno divorato migliaia di ettari di macchia mediterranea, tra boschi e sterpaglie, provocato due morti, intossicato decine di persone e costretto turisti e cittadini sardi ad evacuare le abitazioni per raggiungere le spiagge. Perfino una colonia penale, quella di Is Arenas, è stata evacuata, con diversi detenuti portati in spiaggia. Le vittime dei roghi, che ieri hanno segnato la giornata peggiore da quel tragico 28 agosto 1989 quando a Portisco, in Gallura, morirono 13 persone, sono Mario Piu, 58 anni, un pastore di Pozzomaggiore (Sassari), ucciso dalle fiamme a metà pomeriggio, mentre cercava di trarre in salvo il suo gregge, e Antioco Serra, 56enne, di Mores, in provincia di Sassari, stroncato da un infarto mentre tentava di salvarsi dall'avanzata delle fiamme.
Scene di paura hanno scosso l'intera Sardegna, dove sono intervenuti tempestivamente i Vigili del Fuoco, assieme al Corpo Forestale della Regione e alla Protezione Civile. Un lavoro di squadra che ha visto impegnati nove Canadair e due terzi della flotta antincendio dello Stato già dalle prime ore del mattino, nel tentativo di arrestare i roghi, pericolosamente alimentati dal vento di scirocco. Le fiamme sono partite dalle campagne di Berchiddeddu, frazione di Olbia.
Intanto si vagliano varie ipotesi sulla natura degli incendi. Il neo assessore all’Ambiente della Regione, Giorgio Oppi (Udc), sostiene che dietro agli incendi si cela una strategia criminale. Una ipotesi alimentata dal fatto che i roghi sono partiti contestualmente, quasi a significare che ci sia stata una regia dietro al divampare delle fiamme. Lo stesso assessore Oppi ha inoltre sottolineato che «quella di oggi era una giornata particolare, in cui si è parlato della commemorazione dei morti dell’incendio di Curraggia nel 1983».
Domani mattina il governatore Ugo Cappellacci effettuerà un sopralluogo nelle zone più colpite. Tra queste l’Oristanese, dove nel pomeriggio il Centro operativo aveva definito la situazione «catastrofica» decidendo per l’istituzione di un’unità di crisi. Anche in Gallura la situazione è grave, con case evacuate e persone attualmente disperse. Si sono registrati decine di casi di intossicazione, compresi vigili del fuoco e volontari, ma nessuno è grave.
Nel corso della difficile giornata, persino nelle spiagge, i soli luoghi sicuri in cui le persone hanno trovato scampo alle fiamme, si sono registrati momenti di difficoltà. A Scivu, sulla costa sud-occidentale, per esempio, circa 200 bagnanti sono rimasti intrappolati in spiaggia e si è temuta una complicata evacuazione via mare con le motovedette della Guardia costiera. Ma il cambio di direzione del vento e i lanci d’acqua di un Canadair hanno consentito ai Vigili del fuoco di aprire un varco a terra e di scortare i turisti in zona di sicurezza.
Quanto alla viabilità, i roghi hanno causato black out elettrici e circolazione a singhiozzo sulla linea ferroviaria tra Oristano e Sassari, mentre sulla Statale 131, la principale via di collegamento tra il nord e il sud della Sardegna, il traffico è stato a tratti bloccato, causando problemi soprattutto a centinaia di turisti pronti a lasciare l’isola: le compagnie di navigazione hanno autorizzato un rinvio delle partenze delle navi da Olbia e Porto Torres. Intanto, le previsioni per la giornata di oggi non sono affatto positive. «Giovedì è stato il giorno più impegnativo, ma venerdì sarà un altro giorno di fuoco, anche se si prevede la diminuzione di qualche nodo del vento, ma la temperatura inizierà a crescere», ha affermato il generale Luciano Massetti, direttore generale attività aeronautica del dipartimento della Protezione civile.

Foto tratte da Corriere.it

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