.

La sentenza delle toghe milanesi: Berlusconi corresponsabile della vicenda corruttiva. Il premier: «Allibito, ma non mollo»

Milano, 05/10/2009 - A 20 anni dalla storica sentenza nota come Lodo Mondadori con la quale la casa editrice fu assegnata a Fininvest al termine di uno scontro finanziario tra gli imperi editoriali detenuti da Silvio Berlusconi e Carlo De Benedetti, un provvedimento giudiziario emesso dal Tribunale di Milano aggiunge un nuovo capitolo al caso Cir-Mondadori.
In 140 pagine di motivazioni, il giudice Raimondo Mesiano definisce Berlusconi «corresponsabile della vicenda corruttiva» alla base della sentenza con cui la Mondadori andò a Fininvest, e condanna la holding della famiglia del premier a risarcire alla Cir di Carlo De Benedetti 750 milioni di euro per danno patrimoniale da «perdita di chance». Le parole del magistrato sono chiare: «È da ritenere "incidenter tantum" (cioè con efficacia limitata al giudizio in corso e senza formazione di giudicato, ndr) e ai soli fini civilistici del presente giudizio - ha scritto il giudice - che Silvio Berlusconi sia corresponsabile della vicenda corruttiva per cui si procede».
Riguardo alla sentenza Metta, il giudice afferma che «si è dimostrata la ingiustizia della sentenza Metta (il giudice che fu corrotto da Cesare Previti, ndr) e la sua derivazione causale dalla corruzione del giudice».
Il provvedimento giudiziario, come prevedibile, ha provocato uno scontro di ampia portata. Sorpresa e rabbia sono state le prime reazioni del destinatario della sentenza civile, Silvio Berlusconi, che allibito l'ha definita «una enormità giuridica» nel merito e nel calcolo economico del risarcimento, arrivando a vederla come l'ennesimo frutto di un complotto organizzato da più fronti contro la sua persona, alla luce del fatto che la sentenza arriva, a 20 anni dal caso Fininvest-Cir, proprio a poche ore dalla decisione che la Consulta dovrà prendere sulla legittimità del Lodo Alfano. Mossi da questi presupposti, i capigruppo Pdl al Senato e alla Camera, Gasparri e Cicchitto, hanno prontamente diffuso una nota in cui si legge che «la tempistica e i contenuti di una sentenza che arriva con sospetta puntualità rafforzano l'opinione di quanti, come noi, pensano che vi sia chi sta tentando, con mezzi impropri, di contrastare la volontà democratica del popolo italiano».
Dello stesso avviso il legale di Berlusconi, il parlamentare del Pdl Niccolò Ghedini, che ha definito la sentenza sul Lodo Mondadori «un tentativo paradossale di rileggere gli atti del processo penale che avevano visto Berlusconi completamente estraneo a tale vicenda». E ha definito la cifra decisa «palesemente scollegata a qualsiasi dato reale, superando addirittura di gran lunga lo stesso valore della quota Mondadori detenuta dalla Fininvest». Ghedini ha inoltre annunciato la decisione di Fininvest di presentare ricorso in appello con la richiesta di sospensiva dell'esecutività della sentenza.
Intanto, mentre in seno al Pdl si fa strada l'ipotesi di un «disegno eversivo» contro il presidente del Consiglio, Berlusconi respinge all'ipotetico mittente l'ipotesi che i contraccolpi per la sentenza possano portare ad una fine anticipata della legislatura: «Sappiano tutti gli oppositori che il governo porterà a termine la sua missione quinquennale e non c'è nulla che potrà farci tradire il mandato che gli italiani ci hanno conferito».
Dall'opposizione non arrivano certo attestati di solidarietà nei confronti del premier: «I capigruppo Pdl di Camera e Senato stanno cercando di deformare una sentenza e di trasformarla in un atto politico di parte» affermano i democratici Finocchiaro e Soro. La nota degli esponenti del Pdl viene giudicata dai democratici «gravissima nei suoi contenuti, perché, in un ordinamento costituzionale come quello del nostro Paese che prevede la separazione dei poteri e lo stato di diritto, finge di non ricordare che la decisione del Tribunale di Milano è la naturale conseguenza, in sede civile, della condanna penale definitiva dell'onorevole Cesare Previti, ritenuto responsabile di aver corrotto un giudice»
Duro e con una sottile vena ironica, il segretario del Pd Dario Franceschini, ha affermato: «Berlusconi deve capire che nei tribunali c'è scritto che la legge è uguale per tutti e non "per tutti tranne uno". Deve accettare - ha concluso - che anche chi ha vinto le elezioni è sottoposto alla giustizia, come tutti gli altri cittadini».
Anche dall'Idv si leva la voce della condanna, con il capogruppo Idv alla Camera Donadi che afferma «Urlare all’eversione per difendere in Parlamento gli interessi privati di Berlusconi, secondo i giudici corresponsabile di corruzione, è un atto gravissimo e senza precedenti».
La Cir: sentenza esecutiva, ma incontreremo la controparte - La controparte ha definito la sentenza «una normale causa di risarcimento danni tra due aziende, una delle quali, come è stato provato definitivamente nel 2007, ha corrotto un giudice». Sull'esecutività della sentenza, poi, Elisabetta Rubini, uno dei legali del gruppo Cir, ha spiegato che, sebbene la sentenza sia esecutiva già in primo grado, «prenderemo contatti con la controparte». La procedura prevede che il vincitore della causa faccia copia autentica della sentenza e, sulla scorta di questa, notifichi un atto di precetto alla controparte. Questa avrà dieci giorni dalla notifica del precetto per il pagamento.
Insulti e telefonate al giudice Mesiano - Sembra intanto che telefonate di disturbo e insulti siano arrivate al giudice del Tribunale di Milano Raimondo Mesiano. Sebbene il magistrato non abbia voluto esprimersi sul fatto dicendo di voler «rimare riservato», quindici consiglieri del Csm hanno subito chiesto al Comitato di presidenza di aprire una pratica a tutela del giudice.
Il caso: il Lodo Mondadori o Guerra di Segrate - (Fonte: Wikipedia.org). Noto anche come Guerra di Segrate, il Lodo Mondadori fu uno scontro finanziario di vasta portata tra gli imprenditori Silvio Berlusconi e Carlo De Benedetti, proprietari, rispettivamente, di Fininvest e Cir, in lotta per l'amministrazione della casa editrice Mondadori.
A partire dagli anni '80, Berlusconi acquisisce quote della Mondadori. A quel punto, la Arnoldo Mondadori Editore viene gestita da tre soggetti: la Fininvest, la Cir e la famiglia Formenton (eredi di Arnoldo Mondadori).
De Benedetti convince la famiglia Formenton a legarsi a lui con un accordo con scadenza il 30 gennaio '91. Ma nel novembre '89 i Formenton cambiano idea e si legano a Berlusconi, consentendogli di diventare presidente della compagnia. In seguito alle proteste di De Benedetti, si ricorre ad un lodo arbitrale. Il 20 giugno '90 l'accordo Cir-Formenton viene dichiarato ancora valido e le azioni Mondadori tornano alla Cir. Ma Berlusconi impugna il lodo arbitrale davanti alla Corte di Appello di Roma, la quale stabilisce che del caso dovrà occuparsi la I sezione civile, presieduta da Arnaldo Valente e avente come giudice relatore Vittorio Metta. Il 24 gennaio '91 viene annullato il verdetto precedente e le azioni della Mondadori tornano a Berlusconi. Dopo la sentenza del '91 viene viene raggiunto un accordo, in base al quale alla Cir vanno la Repubblica, L'Espresso e giornali locali, mentre a Fininvest vanno libri e periodici, tra cui Panorama.
Nel '95 alcune dichiarazioni di Stefania Ariosto rivelano l'esistenza di una stretta amicizia tra i giudici Valente e Metta e Previti, nonché un sospetto giro di tangenti. Il 14 febbraio '91 una società off-shore di Berlusconi dal nome All Iberian emette un bonifico di 2.732.868 dollari americani (circa 3 miliardi di lire) al conto di Previti; poi, un altro bonifico di 1 miliardo e mezzo al conto di Acampora, che il 1º ottobre bonifica 425 milioni a Previti. Questi li storna in due operazioni sul conto di Pacifico. Il quale preleva 400 milioni in contanti e li fa recapitare in Italia a un misterioso destinatario: secondo l’accusa, è Metta. Il giudice Metta nei mesi successivi dimostra una liquidità incredibile (circa 400 milioni). Poi si dimette dalla magistratura e va a lavorare come avvocato nello studio Previti.
La sentenza di primo grado del 2003 condanna Metta a 13 anni di reclusione, Previti e Pacifico a 11 anni, Acampora a 5 anni e 6 mesi, mentre Berlusconi viene assolto. In appello, nel 2005, sono tutti assolti. Tuttavia, nel 2006 la Cassazione annulla il processo d'appello e ne ordina un'altro. Nel 2007, la Corte condanna Previti, Pacifico e Acampora a 1 anni e 6 mesi, mentre Metta dovrà scontare 1 anni e 9 mesi di reclusione. Sabato 3 ottobre 2009 il Tribunale civile di Milano ha stabilito che Fininvest paghi a Cir 750 milioni di euro per danno patrimoniale da «perdita di chance».


Foto tratte da Corriere.it

Comments

2 Response to 'Lodo Mondadori, Fininvest condannata a risarcire Cir'

  1. Anonimo
    http://www.cronistoria.com/2009/10/lodo-mondadori-fininvest-condannata.html?showComment=1254859598032#c5976128895827307352'> 06 ottobre 2009 22.06

    Ma soprattutto siamo sicuri che la sentenza sia del tutto regolare?date un occhiata a quest’articolo
    http://www.loccidentale.it/articolo/dal+calcolo+del+danno+al+merito%2C+la+sentenza+sul+lodo+mondadori+%C3%A8+uno+sbaglio.0079145

     

  2. Corrado Cancemi
    http://www.cronistoria.com/2009/10/lodo-mondadori-fininvest-condannata.html?showComment=1254864763874#c1484026851082481418'> 06 ottobre 2009 23.32

    Gentile anonimo, ti ringrazio per il link all'articolo, mi era sfuggito ed è davvero interessante.
    Personalmente, ritengo che di "irregolarità" intorno a questa sentenza si potrebbe parlare a lungo, e certamente a favore e sfavore di entrambe le parti. Francesco Forte ha messo in evidenza la stranezza di un calcolo che, man mano che si analizza, risulta sempre più ingiustificato.
    A me ha colpito invece - ma non voglio escludere la possibilità di una coincidenza - la "sospetta puntualità", come il Pdl l'ha definita, di questa sentenza, che sembra volersi sfacciatamente unire ai fatti che nell'ultimo periodo affollano le cronache e con un gettito continuo gettano ombre su Berlusconi.

     

Creative Commons LicenseQuesta opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons. La Cronistoria è un blog creato il 19 luglio 2009 da Corrado Cancemi. Foto, video o testi ottenuti da internet sono pubblicati da La Cronistoria solo dopo averne accertato il libero regime di circolazione e l'assenza del rischio di ledere i diritti d'autore o di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso di materiale riservato scriveteci a redazione@cronistoria.com. Provvederemo alla immediata rimozione del materiale