Napoli, 29/10/2009 - Due videotape, resi pubblici dalla Procura di Napoli, testimoniano l'altra faccia della realtà quotidiana del capoluogo campano, quella insanguinata dai crimini commessi dalla camorra. Le immagini, riprese dalle videocamere di sorveglianza di una caffetteria lo scorso 11 maggio, tanto inquietanti quanto surreali al punto che l'osservatore fatica a realizzare che non si tratta di scene di finzione, sono fin troppo chiare: un uomo fuma sull'uscio del bar Vergini, nel popoloso quartiere Sanità, nel centro di Napoli; l'uomo, ignaro del destino che qualcuno ha scritto per lui, si chiama Mariano Bacioterracino, ha 53 anni, è vicino al clan Misso ed è uno specialista in rapine in banca, noto anche come il "mago del buco", dal nome della tecnica utilizzata per accedere alle casseforti. Fuma con tranquillità quella che sarà la sua ultima sigaretta. Mariano, infatti, sta per essere ucciso, davanti ai passanti, per strada. Il "palo", a volto scoperto, segnala al killer con uno sguardo e toccandosi l'orologio che l'uomo davanti alla caffetteria è la vittima prescelta. Il killer arriva al bar, con l'arma nascosta sotto la giacca. Una donna, che ignara di quanto sta per succedere si ferma un istante a grattare un biglietto della lotteria istantanea, si frappone tra l'assassino e la vittima. Il killer entra allora all'interno del bar, per tornare un minuto dopo. Forse chiama per nome Mariano Bacioterracino; gli occhi della vittima e del carnefice si incontrano una sola volta, prima che quattro colpi di pistola uccidano il "mago del buco", che cade a terra, esangue, mentre il suo esecutore mostra le corna.
Fuori quadro spunta una moto, pronta a portare il più lontano possibile l'assassino.
Ancora una volta la mafia ha colpito a volto scoperto. Per una volta, ancora, tra l'indifferenza delle persone.
La Procura di Napoli ha deciso di rendere pubbliche le immagini del video choc allo scopo di poter dare un nome agli assassini di Mariano Bacioterracino. Intanto, Walter Veltroni, componente della Commissione Antimafia, ha affermato che si tratta di "un'ermegenza agghiacciante". Il mondo della politica ha deciso di offrire una ricompensa di 2000 euro a chi contribuisce a dare un nome agli assassini.
Fuori quadro spunta una moto, pronta a portare il più lontano possibile l'assassino.
Ancora una volta la mafia ha colpito a volto scoperto. Per una volta, ancora, tra l'indifferenza delle persone.
La Procura di Napoli ha deciso di rendere pubbliche le immagini del video choc allo scopo di poter dare un nome agli assassini di Mariano Bacioterracino. Intanto, Walter Veltroni, componente della Commissione Antimafia, ha affermato che si tratta di "un'ermegenza agghiacciante". Il mondo della politica ha deciso di offrire una ricompensa di 2000 euro a chi contribuisce a dare un nome agli assassini.
Aggiornamento 31/10/2009 - Identificato il killer del filmato - La diffusione del filmato, da parte della Direzione distrettuale di Napoli, sembra aver sortito gli effetti sperati. E' stato infatti riconosciuto il killer che il 3 maggio scorso ha ucciso Mariano Bacioterracino. Si tratta di un pregiudicato napoletano, al momento latitante. Quanto all'uomo che, secondo la polizia, avrebbe fatto da "palo", a finire accusato è un dipendente comunale, riconosciuto da più persone. Ma l'accusato ha smentito il proprio coinvolgimento nella vicenda.
Al momento si attendono i provvedimenti dei titolari dell'inchiesta, il procuratore Sandro Pennasilico e il pm della Dda Sergio Amato, che dovrebbero pronunciarsi nelle prossime ore.
Aggiornamento 19/11/2009 - Fermato lo spacciatore Costanzo Apice - A meno di un mese dalla diffusione del video choc che riprende l'esecuzione di Mariano Bacioterracino, oggi le forze dell'ordine hanno arrestato il presunto killer nei pressi di Castel Volturno (Caserta). Si tratta di Costanzo Apice, 27 anni, originario del Rione don Guanella di Napoli, noto come piccolo spacciatore. Sono state le stesse forze dell'ordine a identificare il presunto sicario, probabilmente grazie alle informazioni ottenute da un affiliato ai clan di Secondigliano. Non è ancora chiaro, invece, il movente del delitto: secondo gli inquirenti, Terracino potrebbe essere stato ucciso per una «tardiva vendetta trasversale». Confermerebbe questa tesi il fatto che il pregiudicato era l'ultimo in vita dei presunti assassini del boss di Afragola, Gennaro Moccia, ucciso negli anni '60.Foto tratta da Corriere.it
Il video, con il commento di Roberto Saviano, è ottenuto da Youtube








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